La nostra storia

 

Fondata nel 2002, l’associazione Don Virgilio Resi è un’istituzione senza scopo di lucro che sostiene opere di aiuto sociale situate principalmente nella regione settentrionale di Belo Horizonte, Brasile. Dopo la prematura scomparsa di Don Virgilio è sorto spontaneo in ognuno di coloro che l’hanno incontrato il desiderio di continuare l’opera di bene da lui cominciata.

L’INFANZIA

Virgilio nasce il 6 luglio 1951 a San Piero in Bagno, sull’Appennino tra Emilia Romagna e Toscana. Aiutando il padre nel suo mestiere di taglialegna scoprirà l’amore per
la natura, il silenzio e l’abitudine per il lavoro tenace. Sarà in compagnia della madre Santuzza che lo accompagna ogni mattina a messa a fare il chierichetto che scoprirà la sua vocazione. All’età di 11 anni entra nel seminario minore di San Sepolcro.

SEMPRE UN SÌ

Il percorso di vocazione, pur così chiaro all’origine, non è sempre facile e lineare, Virgilio tra il ginnasio e le superiori passerà un periodo disinteressato verso ciò che lo circonda. Eppure afferma: “ Ci vuole una ricerca continua, che non finisce mai, perché di Cristo si scopre ogni giorno un aspetto sempre nuovo e non possiamo esimerci da dargli il nostro sì. Un sì combattuto, sofferto e magari anche rinnegato, ma che dovrà essere sempre sì”.

UNA PICCOLA SCINTILLA

Virgilio prosegue i suoi studi di Teologia nel Seminario Maggiore di Arezzo, dove conosce alcuni giovani di Gioventù Studentesca (GS). E’ l’esperienza nata vent’anni prima intorno al sacerdote e professore Luigi Giussani e che assumerà il nome di Comunione e Liberazione. Virgilio si ritrova pieno di curiosità davanti a quel modo di vivere il senso della vita e della fede. Il 7 marzo 1976 viene ordinato sacerdote e fino al 1981 servirà nella parrocchia di San Rocco (Cesena), dove coverà fin dal primo giorno la sua vocazione missionaria e il desiderio di partire.

L’ARRIVO IN FAVELA

Sarà don Pigi Bernardeschi, della parrocchia de todos os Santos a Belo Horizonte, a parlare del primo incontro con don Virgilio, apparso un giorno nella sua sacrestia: “ stavo cercando di spostare un pesante armadio quando si presenta Virgilio e me lo sposta come un pacchetto leggero!”. Quel gesto inaspettato è quasi la sintesi del suo coraggio e della sua forza di fare l’impossibile. La sua presenza affascinante suscitò un pullulare di giovani in quasi tutte le comunità parrocchiali.

UN’ AMICIZIA CON E PER TUTTI

Virgilio fa prosperare la comunità cristiana accogliendo
tutti quelli che trovava lungo la strada, dispensando loro un’amicizia e una tenerezza senza confini. La presenza di don Virgilio presso la Pastorale della Favelas segnò l’inizio di un miglioramento delle condizioni di vita dei favelados, grazie a un programma promosso dall’Avsi di Cesena nel 1982.
Secondo il presidente Arturo Alberti, l’amicizia con don Virgilio “fu l’avvio di un’attenzione nei confronti dell’America Latina”.

NELL’ABBRACCIO

Nel 1983 verrà nominato responsabile della Pastorale Universitaria e l’anno successivo come rettore del Seminario di Filosofia. Continua la sua opera educativa dei giovani che si preparano al sacerdozio anche presso il Santuario della Serra della Pietà, dal 1992, e presso il Seminario Propedeutico Giovanni Paolo II di cui era diventa rettore.
Il 29 giugno 1989 c’è l’ordinazione del primo gruppo dei “suoi” seminaristi: “nell’abbraccio molti mi hanno detto ‘grazie’. Ho capito che sono solo un servo inutile e che il Tuo mistero, o Dio, coinvolge tutto”.

INSIEME AI PRIMI E AGLI ULTIMI

I rapporti con la comunità di CL continuano e li sprona ad abbracciare la città, con gesti di educazione alla carità che portarono a profonde amicizie con le realtà dei quartieri poveri e anche alla visita nel 1985 della prigione chiamata “Inferno da Lagoinha”. Altre volte con gesti pubblici come “Alba di Libertà” nel 1986 e 1987: due giorni intensi di esposizioni d’arte, competizioni sportive spettacoli e incontri con personaggi di spicco tra politici, uomini di Chiesa e artisti

6 PALLOTTOLE

Dal 1985 al 1992 (quando lo ferma la malattia) segue la supervisione di tutte le comunità di Cl che sorgono in Brasile. Nel 1994 Edimar, sedici anni, alunno di Semea a Brasilia, viene assassinato con sei colpi di pistola dal capo della sua banda, quando si rifiuta di continuare a commettere un omicidio. Il ragazzo nell’incontro con CL aveva riconosciuto un’esperienza che valeva la pena affermare fino in fondo. Virgilio appresa la notizia, passa alcuni giorni a Brasilia per confortare amici e familiari. Quando alcuni mesi più tardi, nel 1995, anche Alex viene assassinato, Virgilio invita la famiglia del ragazzo alle vacanze con gli studenti.

LA MONTAGNA

A 37 km da Belo Horizonte si trova il più importante santuario mariano del Minas Gerais. Nel 1959 Virgilio verrà introdotto nello “spirito” della Serra della Pietà di cui diventerà rettore, condividendo questa responsabilità con alcuni amici della Fraternità dei Sacerdoti. Come annota Virgilio: “Il Santuario continua ad essere punto di riferimento, un luogo dove realizzare quell’unità tra fede e cultura, tanto necessaria per la diffusione del Regno di Dio”.

PER L’OPERA DI UN ALTRO

Il cancro viene diagnosticato a Virgilio nel 2001. “ È da anni che tutti i giorni offro la mia vita al Signore, qualunque cosa questo significhi. All’inizio mi costò molto ma poi mi è venuta una libertà paurosa che si capisce che non è mia. Allora in questi giorni mi viene da pensare che sono un pò spaventato, ma contento per poter vivere la vita, tutta la vita per l’opera di un Altro.”

Sul registro della Serra della Pietà viene scritto da chi gli fu compagno nel cammino: “ Avendo servito la Madonna, Madre del Cielo, questa lo chiamò nel suo giorno, il 12 ottobre 2002, alle 22 e 38”.